Giovedì mattina insieme a Thomas e Valentina ci siamo occupati di realizzare dei cartelloni colorati per il laboratorio di cucina.

Thomas ha colorato due fogli usando un verde di due tonalità diverse; Valentina invece ha preferito il giallo, arrivando a scaricare del tutto il pennarello talmente le è piaciuto.

Mentre Thomas e Valentina coloravano, Gianluca, Donatella e Matteo si sono occupati di scegliere le ricette da preparare durante il laboratorio nel periodo invernale, sfogliando alcuni libri di cucina e navigando su internet nei vari siti specializzati.

 

Nel prossimo articolo, le ricette che i nostri ragazzi hanno scelto!

 

Durante i primi giorni di Ottobre siamo andati presso le vicinanze di s. Salvatore, dove abbiamo passeggiato tutti insieme e poi pranzato al sacco con dei buoni panini preparati dalla Lella, la nostra cuoca. Alla gita erano presenti: LELE ADRIANO TERESA PAOLO ENRICO e MARCO

Finito di mangiare  siamo andati al maneggio  ”Camelot”  dove abbiamo visto i cavalli, le galline e alcune caprette.

 

“C’era un cavallo bianco e nero e uno bianco e marrone” - LELE 

 “La capretta” – LELE

"Marco sta per accarezzare il cavallo,  vicino a lui c’è il gestore del maneggio e l’operatrice Raffaella"  - ALESSANDRA

"Enrico  e l’operatrice Anna  sono vicino al cavallo." – VALENTINA

"Anna ed Enrico fanno una carezza al cavallo" – LELE

 

In principio furono i parcheggi. Si, perché il tema dell’articolo nasce dalla discussione su un problema che spesso si presenta a chi va in città e ha bisogno del “posto giallo”, in teoria riservato ai disabili ma spesso occupato da chi non ne ha il diritto. Un tema coinvolgente: così, ci è venuta voglia di parlare di noi, del nostro passato e delle nostre difficoltà a trovare un “parcheggio giallo”, un posto nel mondo per sentirsi uguali agli altri. Non solo in città.

Cinzia: Io sono indignata perché non ne hanno alcun bisogno; chiamerei i vigili per farli spostare subito. Quei parcheggi sono nostri, dimostrano di essere incivili, cafoni e ignoranti.

Simone: Non sono persone educate, non si parcheggia lì; anche gli stranieri dovrebbero rispettare le regole quando vengono in Italia, anche noi quando andiamo all'estero. Una volta sono andato con papà al bar del Matteo, il mini bar vicino alla posta: un signore aveva parcheggiato dove non doveva; mio papà ha detto che chiamava le forze dell' ordine, allora si è spostato.

Gustavo: Le parolacce no, anche se viene voglia di dirle, ma non è una persona educata. Quando andiamo a fare la spesa ci serve il bollino e la Zafira della comunità può parcheggiare lì perché è il parcheggio disabili. Una volta era occupato e abbiamo cercato un' altro parcheggio. La macchina serve anche per andare a prendere le nostre medicine in farmacia: anche lì parcheggiamo col bollino azzurro; vicino alla farmacia capita anche di trovare la gente maleducata che ti ridono dietro, oppure quelli che chiedono la carità.

Giorgio: Sono persone che fanno i furbi; li manderei in galera.

Teresa: Non sono brave persone.

Adriano: Ci sono tanti furbi e senza cervello e maleducati.

Fabrizio: Sono riservati a noi, gli direi dalle parolacce ma non si può.

Emanuela: Dovrebbero lasciarli a chi ne ha davvero bisogno! Non hanno rispetto per chi ne ha necessità, come noi che abbiamo sempre il cartellino azzurro.

Simone: [Si tratta di un ragazzo non vedente] In casa cammino bene, fuori meno: ho paura di toccare i muri e di prendere i pali. Mi da fastidio il prato quando l'erba è alta. E ho paura di cadere sui sassi. I marciapiedi sono scomodi perché devo salire e scendere; quando cammino con mio padre sto attento a non andare vicino al muro.

Cinzia: Quando andavo alle elementari io camminavo malissimo e le altre mamme mi prendevano in giro e così anche i loro figli hanno iniziato a prendermi in giro, fino a quando mia mamma ha dovuto chiedere un colloquio con la preside per far finire questa cosa.

Simone: I primi tre anni al Don Bosco mi hanno fatto un sacco di dispetti perché non ci vedevo e se ne approfittavano; mi rubavano le cose, mi venivano addosso....mentre in quarta e in quinta ho cambiato compagni e mi sono trovato meglio.

Emanuela: Alle medie il professore di religione era un prete odioso. Un giorno, lui dettava delle cose da scrivere, io andavo molto piano perché ero più lenta e sono rimasta indietro; quindi gli ho detto che andava veloce: lui mi ha risposto molto secco “sta ferma lì” e ha ripreso a dettare. Io aspettavo come un cucù, lui continuava a dettare per gli altri e io aspettavo senza fare nulla. Non vedevo l' ora che finisse! Io mi sono sentita trascurata e messa da parte. Mio papà dopo questo episodio ha voluto togliermi dall’ ora di religione. In classe i miei compagni mi facevano i dispetti: un giorno ero vicino alla cattedra, avevo un k-way con le stringhe e non mi sono accorta che mi avevano legata per scherzo alla sedia del professore.

Gustavo: Mi hanno preso in giro molte volte per la mano; io ci restavo tanto male.

Giorgio: Quando andavo a scuola i miei compagni non giocavano con me. Io stavo male, mi sentivo diverso.

Adriano: Quando andavo a scuola c' erano ragazzini che mi prendevano in giro e mi dicevano parole.

 

La redazione

La struttura residenziale Anffas “Il Glicine”, con la collaborazione dell’associazione “L’Ontano Cà di Asu”, ha attivato, ormai per il secondo anno consecutivo, un’attività di onicoterapia per i ragazzi ospiti della struttura.

Tale progetto mira ad avvicinare i ragazzi alla conoscenza degli asini, sia in un’ottica di accudimento-prendersi cura dell’animale (con tutte le valenze educative che ciò presuppone, quali il rispetto, la conoscenza delle necessità dell’asino e la loro successiva soddisfazione, in tempi e luoghi stabiliti), sia in una dimensione maggiormente terapeutica, attraverso la scansione temporale delle varie fasi dell’attività, la lentezza propria di questa specie animale, che presuppone un avvicinamento ed un accudimento graduale e rilassato e la conoscenza dell’Altro da sé, diverso ma nello stesso tempo estraneo alle dinamiche della socializzazione umana convenzionale, a tratti di difficile gestione per i soggetti disabili.

Attraverso la conduzione della psicoterapeuta Elena Vezzù, i ragazzi hanno potuto sperimentare in un primo momento l’avvicinamento all’animale, la sua conduzione e l’organizzazione necessaria all’accudimento dello stesso (imparare a giudarlo attraverso percorsi inizialmente strutturati e successivamente in passeggiate nel territorio circostante, provvedere a fornire loro cibo e acqua, ripulire gli attrezzi usati e riporre l’attrezzatura in luoghi definiti).

Successivamente, senza eccessiva conduzione, si giungeva ad una conoscenza più “emotiva” del proprio animale (lo stesso durante i dieci incontri previsti), cosa gradisse, cosa lo infastidisse e quali fossero le attenzioni necessarie per potersi avvicinare, situazione che ha consentito ai ragazzi di sperimentare attivamente una flessibilità personale ed un adattamento all’altro arricchente e spendibile successivamente in contesti più complessi, quali le relazioni tra persone. Entrambi i gruppi, composti ciascuno da quattro ragazzi per anno, hanno tratto grosse soddisfazioni dal lavoro con gli asini, per i quali si sono sentiti “utili e competenti”, riscoprendo capacità personali sopite e nello stesso tempo recuperando valori antichi e semplici quali il contatto con la natura e gli animali.

La gita al parco “Beldì” di Oleggio è stata una delle tante uscite estive fatte sul finire dell’ estate 2015.

Dalle foto si può vedere un laghetto dove crescono dei fiori  rosa con delle foglie grandissime: le ninfee.

Luca, Teresa, Adriano, Roberto, Lele, Marco, Valentina, Fabrizio, Thomas ed Enrico non erano mai stati in questo posto e a loro è piaciuto molto, soprattutto le ninfee che hanno la particolarità di crescere in acqua e le giostre con le quali hanno potuto non solo divertirsi ma fare anche dell’esercizio fisico.

Tra queste giostre soprattutto Valentina, Luca, Fabrizio ed Enrico hanno potuto fare esperienza di una particolare altalena circolare, più grande di quelle che sono solite vedersi nei parchi e con i bordi rinforzati, per questo è parsa più rassicurante ai loro occhi. Su questa particolare altalena ci possono stare più persone contemporaneamente e in sicurezza.

Hanno poi pranzato al sacco sulle panchine del parco e poi sono andati tutti insieme accompagnati dagli operatori a bere una bibita fresca al bar nel centro storico di Oleggio.

“Valentina ride” – CARMELO       

“L’altalena è bella e tonda”- LELE

“I fiori sono grandi e rosa” – ALESSANDRA

“L’altalena è grande”- LELE

“Si vede una mucca (di cemento) bianca e nera e sopra c’è Valentina”

 

“Marco è seduto sull’altalena di ruota di gomma  di macchina”- ALESSANDRA

NOTA BENE: Questa rielaborazione è stata fatta in prima battuta da un gruppo di ospiti del Centro Diurno che non era presente alla gita ma che facendo assieme agli operatori una lettura guidata delle immagini, hanno ricostruito la giornata trascorsa al parco da altri ospiti. In seconda battuta è stato riletto il tutto con i presenti alla gita invece e ne si sono raccolte le loro impressioni, ripercorsa la giornata e condiviso secondo i personali sguardi la loro esperienza. (Raffaele)