La struttura residenziale Anffas “Il Glicine”, con la collaborazione dell’associazione “L’Ontano Cà di Asu”, ha attivato, ormai per il secondo anno consecutivo, un’attività di onicoterapia per i ragazzi ospiti della struttura.

Tale progetto mira ad avvicinare i ragazzi alla conoscenza degli asini, sia in un’ottica di accudimento-prendersi cura dell’animale (con tutte le valenze educative che ciò presuppone, quali il rispetto, la conoscenza delle necessità dell’asino e la loro successiva soddisfazione, in tempi e luoghi stabiliti), sia in una dimensione maggiormente terapeutica, attraverso la scansione temporale delle varie fasi dell’attività, la lentezza propria di questa specie animale, che presuppone un avvicinamento ed un accudimento graduale e rilassato e la conoscenza dell’Altro da sé, diverso ma nello stesso tempo estraneo alle dinamiche della socializzazione umana convenzionale, a tratti di difficile gestione per i soggetti disabili.

Attraverso la conduzione della psicoterapeuta Elena Vezzù, i ragazzi hanno potuto sperimentare in un primo momento l’avvicinamento all’animale, la sua conduzione e l’organizzazione necessaria all’accudimento dello stesso (imparare a giudarlo attraverso percorsi inizialmente strutturati e successivamente in passeggiate nel territorio circostante, provvedere a fornire loro cibo e acqua, ripulire gli attrezzi usati e riporre l’attrezzatura in luoghi definiti).

Successivamente, senza eccessiva conduzione, si giungeva ad una conoscenza più “emotiva” del proprio animale (lo stesso durante i dieci incontri previsti), cosa gradisse, cosa lo infastidisse e quali fossero le attenzioni necessarie per potersi avvicinare, situazione che ha consentito ai ragazzi di sperimentare attivamente una flessibilità personale ed un adattamento all’altro arricchente e spendibile successivamente in contesti più complessi, quali le relazioni tra persone. Entrambi i gruppi, composti ciascuno da quattro ragazzi per anno, hanno tratto grosse soddisfazioni dal lavoro con gli asini, per i quali si sono sentiti “utili e competenti”, riscoprendo capacità personali sopite e nello stesso tempo recuperando valori antichi e semplici quali il contatto con la natura e gli animali.